Nepal

meraviglioso

 

2002-2020 © Luca Chessa

Sono stato in Nepal tre volte. La prima volta nel lontano 1978, durante quell’avventuroso viaggio percorso in autostop e con mezzi di fortuna dall’Italia e poi, insieme alla mia compagna, nel 1990 e nel 2007. Le foto qui raccolte sono state scattate soprattutto negli ultimi due viaggi e mettono in evidenza la trasformazione e il declino rurale di questo meraviglioso paese. La fuga dalle campagne con l’abbandono dei piccoli villaggi di montagna, la crescita incontrollata di Kathmandu con le sue bidonville, le montagne di rifiuti per le strade e i fiumi che l’attraversano ridotti a scarichi fognari, sono il triste spettacolo che nessun viaggiatore può ignorare. Il Nepal è uno dei paesi più poveri del mondo dove si tocca con mano l’ingiustizia planetaria nella distribuzione delle ricchezze e dei servizi sociali. Eppure la popolazione del Nepal, nonostante le privazioni a cui è condannata, è ospitale e gentile e ci accoglie sempre con un sorriso ed è questa la prima sorpresa di ingenuo stupore quando visitiamo questo paese.

Solitamente siamo abituati a guardare immagini del Nepal che rappresentato scintillanti montagne di neve con file di portatori che trasportano i bagagli di altrettanti turisti sorridenti con indumenti super tecnologici e sempre connessi e che affrontano i trekking più famosi bypassando le zone meno spettacolari ed eclatanti di questo paese. E’ proprio in quelle valli sperdute e poco visitate che la nostra curiosità ci ha spinto ad andare. Fotografare il Nepal in bianco e nero è probabilmente una follia, ma eliminando i colori sgargianti e meravigliosi di questo paese forse diventa più semplice interpretare la sua essenza.